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01.01.06
In queste due settimane ho assistito
alla mostra (ne ho parlato precedentemente in
questo blog) dei due fratelli Tomaso e Maria Antonietta Pirrigheddu tenutasi
a Tempio Pausania. E' stata una bella mostra ,niente male le
opere esposte, in particolare alcuni quadri (di cui riporto le foto
scattate alla mostra). Le opere dei due fratelli sono un modo di
aprire quelle che sono le porte della percezione
senza uso di alcool, droghe od eventuali sostanze
allucinogene. Stavolta è una delle pochissime
volte che le redazioni dei giornali (in questo caso l'edizione
di Olbia\Gallura della Nuova sardegna) hanno fatto un titolo che
rispecchia e corrisponde fedelmente <<Quando
l’arte è genetica: la mostra di due fratelli>>. Infatti
da quel che ho potuto constatare di persona tale mostra si è rivelata una
piacevole sorpresa per i tanti visitatori, incuriositi dal titolo e dai
manifesti e depliant che la pubblicizzano: «Frammenti di luna
calante»(titolo della mostra), in quanto la mostra d’arte è stata ideata
in modo tale da accontentare i gusti più diversi. I due fratelli Tomaso e Maria
Antonietta Pirrigheddu, che ne sono gli autori e i curatori, hanno con le loro
opere persuaso anche i visitatori dai gusti più difficili. La dimostrazione è
data dall’interesse del pubblico e dai tanti «pezzi» che sono stati esposti
oltre che venduti: dipinti, disegni, vetri, fossili
scolpiti su marmo e gesso ed alcune microsculture
che possono essere osservate solo sotto una lente d’ingrandimento (fornita, per
fortuna, ai visitatori
), ma
anche dozzine di bozzetti, talismani,dipinti su vetro. La
caratteristica originale di questa esposizione, che secondo
me l'ha resa speciale e particolare, è stata il suo wordinprogress perchè
veniva allestita giorno dopo giorno. Tutta opera dei due
fratelli (al centro della foto qui a destra) che, pur avendo in misura
analoga l’arte nel sangue (sono stati capaci di tirare fuori quelle
caratteristiche presenti in ciascuno di noi, ma che non vogliamo
ammettere di avere o peggio non le vogliamo tirare fuori), si
distinguono nettamente nelle rispettive produzioni: raffinati incubi e
personaggi surreali e onirici (tipo i fumetti di dylan Dog e di Napoleone)
avvolti da atmosfere sulfuree e blakiane, le opere di Tomaso; luci intense, sagome
da sognanti arcobaleni, di fate e suggestioni magico-sciamaniche fantastiche quelle
di Maria Antonietta. Ma in entrambi è ben visibile il riferimento ad
un universo di significati di cui l’opera d’arte realizzata è giusto uno
scenario simbolico. Essi distribuiscono e dosano “alchemicamente" Cuore&Mente.
Inoltre tale manifestazione è stata il pezzo forte della programmazione
culturale cittadina --- dove (non era mai successo in 50 anni)
a causa delle spese inutili e folli di questa
amministrazione non sono state messe neppure le
luminarie di Natale, nè tanto meno organizzati spettacoli in piazza
per Capodanno, mentre nei paesi e piccoli centri
(bidde come diciamo in lingua sarda) vicini si è
provveduto ---, organizzata in collaborazione con la rivista letteraria
locale Gemellae
da me più volte citata su questo blog. C'è da dire che la
rassegna dei due fratelli è stata propiziata dall'ottima e
brillante idea di unire pittura e scultura con percorsi (anche se
io preferisco usare il termine contaminazioni) di poesia, cinema, teatro e
musica. Proprio dei «Frammenti di luna calante». Infatti la mostra fa da perno
a un più ambizioso progetto: quello di far incontrare diverse forme d’arte in
una sorta di dialogo a più voci. Fra le manifestazioni che sono
riuscito a documentare vi sono: 1) quella del 23 dicembre
lettura di poesie con sottofondo e accompagnamento
musicale da parte del sassofonista specializzato in sax
tenore locale autodidatta daniele
ricciu (foto a destra )
; 2) il concerto del gruppo damacreola di Ozieri (sito ufficiale e blog) avevo le pile della
macchina fotografica scarica SIC; 3) il
30 dicembre un evento improvvisato come l'esposizione
continua di questa mostra e non previsto dalle locandine e
manifesti. Esso era un incontro-dibattito con l'associazione culturale rosacroce, ed
in particolare con Giuseppe Bosich, scultore ed artista d'origine
tempiese (trovate su amicidellarte alcune dele
sue opere che qui SIC non posso postare altrimenti si
sfasa il template), il coordinatore per la Sardegna di tale
associazione che ha introdotto l’uditorio nel mondo di simboli e
segreti e intrinseci significati di cui si alimenta la sua arte. Bosich avrebbe
dovuto, come era nelle intenzioni della serata,
proporre un commento\lettura in chiave esoterica sulle opere dei due
fratelli Pirrigheddu, collegando i simboli delle rispettive produzioni
artistiche alla cosmogonia (e alle teorie) rosicruciana -- che non
dev'essere né confusa né paragonata per il retroterra culturale
e filosofico (condivisibile o meno) alla setta a tutti gli effetti di
scientology --, ma
purtroppo ne ha solo accennato: <<contenitore non sufficientemente ampio», sue testuali parole,
in quanto subissato da domande ed interventi con richieste di
spiegazione sulle teorie della rosacroce. Ora poichè non
riesco (ma soprattutto per evitare di cadere in banalità e ripetizioni) a
trovare altre parole adatte per definire i due artisti e
le loro opere, lascio la parola al depliant della
mostra dove M.Antonietta descrive cosi le sue opere:
<< Luci,simboli,suggestioni
magiche; il vetro riflette significati insoliti. Nei talismani, realizzati
in base alla data di nascita seguendo un'antica tradizione, è
raccchiuso il nome di un angelo, il
respiro di un essere>>; e a chi forse
d'arte se ne intende più di me, ovvero alla gallerista Zinetta
Vasino. La quale ha definito così le opere di
Maria Antonietta : <<Caldeiscopi,vibrazioni
di frammenti d’anima. Pulviscoli lunìminosi emergenti dai flussi dell'inconscio>>;
e così quelle di Tomaso (qui a destra oltre
quella in alto una sua opera, anzi un suo autoritratto): <<
Arcani simboli di presenze inquietanti
incombono sulla tela, compresse da catene invisibili di un mondo surreale,
e la percezione di una ineluttabile sconvolgente conflittualità quotidiana.
Ma la fluidità della concezione pittorica, il modo di proporsi sulla tela con
rigorosa chiarezza, armonia e precisione,
rivelano sensibilità e pacatezza non comuni,
escludendo il tormento dell'angoscia e del pessimismo. Momenti di introspezione psicologica, inquietudine
ed angoscia di una ricerca continua di chiarificazione interiore, ansia di liberazione e
anelito di verità>>. Teoria che collima con quanto
dice questo sito
culturale : <<Rimango stupito e sorpreso
allorquando mi trovo ad ammirare l’opera di un moderno “cantore” della corrente
Surrealista. Ne nasce un primo ed inevitabile confronto e richiamo ai grandi
maestri di questa particolare forma di pittura e rappresentazione artistica. Ma
in Tomaso Pirrigheddu scovo inflessioni e scelte stilistiche più marcate e
profonde, più surrealmente legate alla realtà ed al simbolismo che all’onirico
ed al metafisico astratto. Laddove il metafisico appare, segna il confine tra
il significato ed il simbolo, tra la metafora e l’allegoria della vita>>. Non so più che altro dire, se non lasciare la
parola ai curatori, a cui ho fatto una piccola intervista (in
realtà era una chiaccherata fatta durante i giorni della mostra poi diventata via
email un’intervista): 1) come
mai avete deciso di chiamare questa mostra frammenti di luna
calante, quando i lavori rappresentano altri aspetti? La
fase di luna calante ci mostra una luna sempre più oscura e perciò, sotto certi
aspetti, misteriosa. Anche le nostre opere sono abbastanza oscure, non
immediatamente comprensibili; e anche dopo essere state spiegate, un loro lato
resta sempre "nascosto" a chi le guarda. È questa la ragione del
titolo della mostra. Le opere viste come frammenti, pezzetti, di qualcosa
che è difficile da vedere o da decifrare. 2)Come mai avete scelto\deciso la contaminazione
delle arti? Abbiamo voluto, più che altro, organizzare qualcosa
di diverso... Non si tratta di una contaminazione ma piuttosto di un incontro
festoso. Entrambi recitiamo nella Filodrammatica Gallurese (Maria Antonietta ha
fatto anche delle letture in teatro o in locali), conosciamo il poeta
Franco Fresi, il cantante Vincenzo Murino è nostro cugino oltre che amico, il
sassofonista Daniele Ricciu è amico di Tomaso da vecchia data, alcuni membri
del Coro Gabriel pure... Ci mancava solo qualche danzatore, insomma, e il
quadro sarebbe stato completo!!. 3)leggendo
l'articolo dell'ultimo numero della
rivista Gemellae in cui parli della tua mostra e
dopo avervi partecipato mi viene da chiedervi: ma oltre che
nella tue creazioni, anche nella vita di tutti
i giorni usi il cuore? Mentre tu Tommaso usi solo la
mente? E’ cosi oppure è una mia impressione? È
auspicabile che entrambi usiamo sia il cuore che la mente, non solo nelle opere
ma soprattutto nella vita! La mente da sola sarebbe gelida, e il cuore da solo
sarebbe inconcludente. Ciononostante è vero che nelle nostre opere li
"dosiamo" in misura diversa, e sicuramente in quelle di Tomaso
prevale il lato mentale.
Postato da compagnidiviaggio alle
01/01/2006 21:47
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